Itinerari naturalistici
Il Comune è caratterizzato da escursione e passeggiate per verdi prati e silenziosi boschi adatte ad ogni età ed esigenza, in un contesto ricco di vegetazione agreste e di gradevoli panorami, che rendono i dintorni di Bieno ricchi d'incanto e di fascino
Modalità di accesso
L'accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato
Indirizzo
Punti di contatto
Ulteriori informazioni
Di notevole impatto sono le maestose piante secolari che a Bieno ancora riescono a sopravvivere, in primis il tiglio dalla perfetta chioma a maso Weiss: ad esso ci si arriva con una comoda passeggiata e anche grazie a lui questo è davvero un posto ameno, dove ci si sofferma volentieri… ci si rende conto che anche un solo albero fa paesaggio e può costituire l’attrattiva e la peculiarità di un luogo. Un tiglio singolare, anche perché è una pianta poco diffusa nei boschi del Trentino. Ad un paio di metri da terra il tronco si suddivide in una decina di grosse branche, alcune dirette verso l’alto mentre due corrono perfettamente orizzontali vicino al terreno. I grossi rami, lunghi una quindicina di metri, si allungano sostenendo una grande chioma che copre un’area di 700 mq e a guardare bene ci si accorge che tutta la pianta è leggermente piegata verso il maso quasi a voler formare un tutt’uno con esso.
A qualche centinaio di mt dal tiglio, ovvero al ponte della Lusumina, si può raggiungere l’abitato di Bieno attraverso una delle più affascinanti e caratteristiche scarpinate: la passeggiata di Lastra-Castrozze caratterizzata, lungo l’intero tracciato, dall’omonima strada bianca di campagna. Fin dall’inizio di tale percorso ci rende conto di quanto l’uomo e la natura possano convivere negli stessi spazi. Appena oltrepassate le poche case in località Lusumina, incontriamo un edificio legato alle antiche lavorazioni, il Mulino Melchiori; la struttura può vantare la presenza dell’intero apparato molitorio che il Comune intenderebbe recuperare / ristrutturare per fini turistici e/o didattici.
Proseguendo nella passeggiata in presenza dell’annoverato ecosistema peri-torrentizio, poco dopo aver iniziato la risalita verso l’abitato di Bieno, ci s’imbatte in un’area paesaggistica di reale pregio, contraddistinta dalle molteplici unità insediative a maso-fratta: quasi tutti i masi della zona presentano una struttura medioevale rispettata sia nell'impianto dell'edificio rurale, sia nell'organizzazione del territorio circostante con la presenza di terrazzamenti a “muro a secco” e percorsi selciati tracciati fra campagne ben tenute e imponenti castagni secolari. Su tutti spiccano 7 castagni di grosse dimensioni, il maggiore dei quali presenta un diametro alla base di ben 2.60 mt. Di quest’ultimi, citiamo anche il fatto che i relativi frutti si fregiano del marchio “Marone trentino” con Denominazione di Origine Protetta.
Sempre per restare in tema di produzioni ortofrutticole, risalendo lungo il tracciato incontriamo coltivazioni di piccoli frutti quali fragole e mirtilli e, infine, sul cosiddetto “pianoro di Bieno” (a poche centinaia di metri dall’abitato) viene coltivato l’ormai famoso “radicchio di Bieno” divenuto celebre anche grazie al fatto che è un prodotto che riporta all’olfatto ed al palato l’ambiente inviolato delle nostre montagne. Citiamo inoltre che dal pianoro di Bieno si può ammirare uno delle più belle visuali sulla Valsugana e relativi comuni.
Un’altra incantevole passeggiata è quella che conduce ai “boali” di Bieno, nel bosco della Guizza, considerati ancor oggi una delle più importanti e riuscite opere di consolidamento del territorio e di tutela idrogeologica. Sono trascorsi circa 80 anni dall’ultimazione dei lavori iniziati nel 1910 e furono realizzati per impedire che temporali e acquazzoni creassero enormi disagi alle abitazioni e alle campagne sottostanti, convogliandovi enormi quantità di fango, ghiaia e detriti.
La cascatella alla sorgente Pison è un’altra scoperta delle bellezze di una natura incontaminata e circondata da prestigiose montagne che nella prima guerra mondiale furono teatro di grandi battaglie alpine